11 Insight Digitali per il 2011
Digitale. Non c’è dubbio che questa sia una delle “hot tag” sempre più ricorrenti anche nel corso di questo 2011. Anzi, forse è proprio nel corso di quest’anno che stiamo assistendo ad una diffusione tale di approcci al digitale (contenuti, canali, media, device, comunicazione) da poterne sancire l’effettiva diffusione mainstream. Il digitale quindi, non più come un trend di nicchia, ma come un vero e proprio “ecosistema”. Questa almeno, è l’opinione di Duncan Southgate, Global Innovation Director di Millward Brown Futures, che identifica per noi gli 11 trend digitali più interessanti di un 2011 già in corso:
- I brand dovranno imparare a gestire una presenza multipla su “splinternet”.
La concomitante crescita della penetrazione di internet (navigazione libera e aperta) e dell’uso di applicazioni e social media (navigazione chiusa, user-friendly e “teleguidata”) sta creando un numero crescente di “giardini recintati”, lo splinternet appunto, creati dagli stessi brand, che saranno sempre più chiamati a una gestione multipla orientata a criteri di presenza e di rilevanza. Dove andare? Come porsi? Cosa comunicare e con quali obiettivi? - L’augmented Reality colma il gap dell’intangibilità nello shopping online.
Lo shopping online continua a crescere in maniera significativa. Il fenomeno americano Groupon sta espandendosi rapidamente nel resto del mondo (Italia compresa). Solo in Cina, si contano già più di 500 siti “bargain-oriented”. E’ molto plausibile quindi, che nell’ambito di questa crescita si affermeranno tecnologie facilitatorie. L’augmented reality è certamente una di queste, in grado di minimizzare se non abbattere il gap dell’intangibilità che spesso frena l’acquisto online, impedendo ai consumatori di “toccare con mano” il prodotto desiderato.
- L’online display si espande ulteriormente.
A dispetto di un’evoluzione della comunicazione verso forme esperienziali e interattive, anche l’online display cercherà di trarre vantaggio dall’innovazione tecnologica per riproporsi con formati sempre più immersivi e coinvolgenti per i consumatori. Ci si aspetta un “revamp” dell’online display, sulla scia della crescita degli investimenti di comunicazione su internet, attraverso l’affermazione di nuovi formati “esperienziali”: double-teaming (abbinamento di formati multipli nella stessa pagina); social titbits (banner che incorporano elementi di interattività sociale, es. twitter feed); slide-up, (espandibili e takeover). - Il video virale si evolve da episodico a sistemico.
Il video “virale” si sta affermando sempre più come elemento costitutivo delle campagne digital. L’affermarsi di servizi collaterali di content distribution e di tracking, stanno conferendo a questa leva strategica sufficiente robustezza da farlo entrare con continuità nelle pianificazioni dei planner digitali. Il contenuto tuttavia rimane sovrano. - Da TV ad AV: esplosione di contenuti video “made for web”. Virale a parte, l’intero comparto dell’online video, advertising compresa, sembra destinato ad una crescita che non si fermerà neanche quest’anno. Soprattutto ora che alcune ricerche confermano una maggior capacità dei video per il web di creare persuasione con il target.
- Significativi incrementi nell’audience mobile.
Se come le previsioni dicono, nel 2013 il mobile diventerà il primo canale di accesso a internet, non c’è da sorprendersi se questo è uno dei canali più dinamici del momento. Connettività continua, in mobilità, in real time, “quando e dove ho bisogno”: questi sembrano gli ingredienti di un mix vincente che sta spostando anche i comportamenti degli utenti su questo binario. Intanto i budget pubblicitari sul mobile crescono e paiono performare meglio dell’online. - Geolocalizzazione e posizionamento territoriale dei brand.
“checking in” è il marketing jargon di questa prima metà del 2011: Foursquare, Facebook Places e Shopkick sono le applicazioni più note che stanno aprendo le porte ad un nuovo modo di attivare relazioni ed esperienze tra brand e consumatori. Aspettiamoci una corsa dei brand per cercare ed accaparrarsi location con cui creare legami. - La “search” diventa sempre più personale, esperienziale e in mobilità.I consumatori sembrano pronti a concedere accesso a parte della propria privacy in cambio di informazioni rilevanti. E’ questo il nuovo paradigma in ambito search. Per non parlare dell’ulteriore opportunità che da questo punto di vista apporterà la search via mobile, grazie alla possibilità “automatica” di correlare informazioni multiple in un’unica situazione rilevante per l’utente.
- Il gaming si muove. Anche il mondo del gaming sembra trovare nel 2011 nuovi stimoli e prospettive: l’introduzione di esperienze super-ingaggianti promosse da Playstation con “move” e Xbox con “Kinect”, avrà un effetto a cascata su tutto il comparto. Nel mentre, il casual gaming continua a crescere sulla scia di iphone, ipad e android e anche il social gaming, dopo il successo globale di Zynga con Farmville e Mafia wars, è alla ricerca di nuovi orizzonti.
- L’esplosione dei media sociali impone nuovi strumenti di targeting e rilevanza. Rilevanza: l’ultima tag di un 2011 dove uno degli imperativi per brand e consumatori sarà imparare e selezionare e discernere, per non venire sopraffatti dall’affollamento e dalla frammentazione. Contesti mainstream come Facebook si troveranno a dover fare spazio a mondi verticali di nicchia, per approfondimenti e scoperta di nuove conoscenze.
- Si intensifica la battaglia per la privacy. E’ questo un terreno di crescente confronto fra brand, marketing e consumatori. Da un lato la “fame” di informazioni e dati sensibili di brand e marketing che con il digitale raggiunge livelli inaspettati finora; dall’altro il progressivo empowerment dei consumatori, capaci di schermare la propria identità. Terzo soggetto, dal peso specifico non indifferente, il legislatore e la posizione che prenderà progressivamente su questi temi. Per chi ha già iniziato a cimentarsi sulla cosa, la semplice tematica dei concorsi a premi o di ogni altra operazione promozionale su Facebook in Italia, è un caso classico da manuale della privacy nell’era digitale.
Per ogni approfondimento, potete scaricare a questo link il pdf integrale del report:11-Digital-Predictions-For-2011_Millward-Brown
E voi che ne pensate? Dal vostro osservatorio professionale, azienda o agenzia, riconoscete le tendenze sopra espresse come in corso anche in Italia? Vi pare di aver scorto qualcos’altro che vale la pena segnalare?
Via Contagious












